
La domanda, più o meno, è questa: Ma se avessi degli animali tuoi, se vivessero bene, se li accudissi con amore, mangeresti le loro uova? Berresti il loro latte? E mi viene fatta sempre — sempre — quando si parla di veganismo. E a volte arriva anche in forma polemica, come tentativo di capire dove finisca…

Una riflessione personale, vegana e antispecista, sul rapporto tra cibo, abitudine e compassione. A partire da una scelta iniziata il 2 dicembre 1990, provo ad evidenziare ciò che spesso il piatto nasconde, ossia la vita animale, le consuetudini, il ruolo del sistema alimentare e la necessità di non voltarsi più dall’altra parte.

Una riflessione sul modo in cui guardiamo gli altri, spesso fermandoci alla superficie di ciò che mostrano. Ogni persona porta con sé una storia, un fardello, possibilità ricevute o mancate. Accorgercene può renderci meno rapidi nel giudizio e più disponibili all’ascolto, alla presenza e all’accoglienza.

Una camminata sui sentieri del Vesuvio, un albero abbracciato in silenzio, e quel bisogno enorme di essere ascoltati che ci portiamo dentro senza saperlo. Cosa succede quando finalmente trovi il contesto giusto per abbassare le difese.

Chiamiamo motivazione ciò che, in molti casi, è solo pressione travestita da incoraggiamento. Condividiamo frasi che sembrano piene di energia senza chiederci abbastanza quale sia il loro prezzo psicologico. Certi messaggi non aiutano a crescere, aiutano solo a interiorizzare un ideale impossibile con il quale sentirsi in difetto.

Ogni giorno ci svegliamo e generiamo un mondo. Lo facciamo con gli occhi, i pensieri, l’umore, le aspettative. Come nei videogiochi, dove il paesaggio compare solo quando il giocatore si muove, anche la nostra mente costruisce la realtà pezzo per pezzo. Questo articolo esplora il funzionamento dell’attenzione e la possibilità di osservare il “rendering” mentre…

Arriva un momento, nella vita, in cui nasce il bisogno di raccontarsi. È qualcosa di viscerale, che viene da lontano. Il desiderio di fare spazio dentro, di capire come si è arrivati fin qui.

La roccia non fa nulla. È materia nata da una pressione infuocata, espulsa dalla montagna in un istante e raffreddata bruscamente. Eppure è lì da quasi un secolo. Non migliora, non peggiora. Si trasforma, forse senza volerlo.

Avevo preparato tutto. Poi, camminando verso l’aula, ho capito che serviva altro. Ho chiesto agli studenti di parlarmi di qualcosa che amano — e loro mi hanno parlato di sé. Una riflessione su fiducia, ascolto e sul perché formare designer significa prima di tutto formare persone.